Terza domenica di Avvento

III DOMENICA DI AVVENTO

 Lo splendido testo iniziale di Isaia annuncia il futuro ritorno a Sion dei deportati d’Israele. Dopo l’innalzarsi del monte della casa del Signore, dopo il germogliare della radice di Jesse, in questa terza domenica di Avvento, il quadro simbolico di fondo è il viaggio meraviglioso dei deportati che, ritornando, vedono il deserto rifiorire (prima lettura).

La Lettera di Giacomo rafforza l’appello – già formulato nel testo di Isaia – a rinfrancare i cuori nell’attesa, «perché la venuta del Signore è vicina» (seconda lettura).

Indicare Gesù, Pazienza, Fiducia
Il dito del Battista indica Gesù. In questo sta la vocazione di ognuno che annuncia: indicare Gesù e non altro.

Nel brano evangelico la nostra attesa dell’Avvento viene raffrontata all’attesa di Giovanni Battista che, in carcere, si interroga sull’identità di Gesù e sul significato della sua azione. Anche il grande precursore, la figura per eccellenza dell’Avvento, ha bisogno di maturare nella pazienza dell’attesa.

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Autore: Bonassi Orazio

Nato a Rezzato in Provincia di Brescia il 27.maggio 1941 Cittadino Tedesco e appartenente al Clero della arcidiocesi di Monaco di Baviera. Ordinato Sacerdote a Brescia il 25 giugno 1966. Residente a Kammlach.