22. Sonntag im Jahreskreis B

22. Sonntag im Jahreskreis B – 2. September 2018

Das heutige Evangelium unterbreitet das Gespräch zwischen Jesus und einigen Pharisäern und Schriftgelehrten. Die Diskussion geht um den Wert der »Überlieferung der Alten«, die Jesus als »Satzungen von Menschen« definiert und die nie den Platz des »Gebotes Gottes« einnehmen darf. Die Vorschriften, um die es hier ging, umfassten nicht nur die von Gott dem Mose offenbarten Gebote, sondern eine Reihe von Anordnungen.

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IL SACRAMENTO DEL MATRIMONIO

IL SACRAMENTO DEL MATRIMONIO

Perché il Matrimonio rientra fra i sacramenti?Paolo dice: «Voi mariti amate le vostre mogli come Cristo ha amato la Chiesa… Questo mistero è grande: lo dico in riferimento a Cristo e alla Chiesa» (Ef 5,25; 32).

L’unione matrimoniale ha delle leggi sue proprie?L’alleanza matrimoniale, mediante la quale un uomo e una donna costituiscono fra loro un’intima comunione di vita e di amore, è stata fondata e dotata di sue proprie leggi dal Creatore. Per sua natura è ordinata al bene dei coniugi così come alla generazione e all’educazione della prole. Tra battezzati essa è stata elevata da Cristo Signore alla dignità di sacramento.

Qual è la grazia del sacramento del Matrimonio?Il sacramento del Matrimonio è segno dell’unione di Cristo e della Chiesa. Esso dona agli sposi la grazia di amarsi con l’amore con cui Cristo ha amato la sua Chiesa: la grazia del sacramento perfeziona così l’amore umano dei coniugi, consolida la loro unità indissolubile e li santifica nel cammino verso la vita eterna.

Su che cosa si fonda il Matrimonio? Il Matrimonio si fonda sul consenso dei contraenti, cioè sulla volontà di donarsi mutuamente e definitivamente, allo scopo di vivere un’alleanza d’amore fedele e fecondo.

La celebrazione del Matrimonio deve essere pubblica? Poiché il Matrimonio stabilisce i coniugi in uno stato di vita pubblico nella Chiesa, è opportuno che la sua celebrazione sia pubblica, inserita in una celebrazione liturgica, alla presenza del sacerdote (o del testimone qualificato della Chiesa), dei testimoni e dell’assemblea dei fedeli.

Quali sono le caratteristiche essenziali del Matrimonio? L’unità, l’indissolubilità e l’apertura alla fecondità sono essenziali al Matrimonio. La poligamia è incompatibile con l’unità del Matrimonio; il divorzio separa ciò che Dio ha unito; il rifiuto della fecondità priva la vita coniugale del suo «preziosissimo dono», il figlio.

È lecito ai divorziati risposarsi? Il nuovo matrimonio dei divorziati, mentre è ancora vivo il coniuge legittimo, contravviene al disegno e alla Legge di Dio insegnati da Cristo. Costoro non sono separati dalla Chiesa, ma non possono accedere alla Comunione eucaristica. Vivranno la loro vita cristiana particolarmente educando i loro figli nella fede.

Perché la Chiesa insiste tanto sulla pastorale matrimoniale e familiare? Perché il focolare cristiano è il luogo in cui i figli ricevono il primo annuncio della fede. E la casa familiare è chiamata a buon diritto «Chiesa domestica», comunità di grazia e di preghiera, scuola delle virtù umane e della carità cristiana. La salvezza della persona e della società umana e cristiana è strettamente connessa con una felice situazione della comunità coniugale e familiare.

IL SACRAMENTO DELL’ORDINE

I sacramenti del servizio della comunione  IL SACRAMENTO DELL’ORDINE

Ci sono varie partecipazioni al sacerdozio di Cristo?  Tutta la Chiesa è un popolo sacerdotale. Grazie al Battesimo tutti i fedeli partecipano al sacerdozio di Cristo. Tale partecipazione si chiama «sacerdozio comune dei fedeli».

Sulla sua base e al suo servizio esiste però un’altra partecipazione alla missione di Cristo: quella del ministero conferito dal sacramento dell’Ordine, la cui funzione è di servire a nome e in persona di Cristo Capo in mezzo alla comunità.

Perché il sacerdozio ministeriale differisce da Quello dei fedeli? Il sacerdozio ministeriale differisce essenzialmente dal sacerdozio comune dei fedeli perché conferisce un potere sacro per il servizio dei fedeli.   I ministri ordinati esercitano il loro servizio presso il popolo di Dio attraverso

  • l’insegnamento (munus docendi),

  • il culto divino (munus liturgicum) e

  • il governo pastorale (munus regendi).

Vi sono dei gradi nel ministero ordinato? Fin dalle origini il ministero ordinato è stato conferito ed esercitato in tre gradi: quello dei vescovi, quello dei presbiteri e quello dei diaconi.

I ministri ordinati sono essenziali alla Chiesa? I ministeri conferiti dall’ordinazione sono insostituibili per la struttura organica della Chiesa: senza il vescovo, i presbiteri e i diaconi non si può parlare di Chiesa.

Chi è il vescovo? Il vescovo è colui che ha ricevuto la pienezza dell’Ordine che lo inserisce nel Collegio episcopale e fa di lui il capo visibile della Chiesa particolare che gli è affidata. I vescovi, in quanto successori degli Apostoli e membri del Collegio, hanno parte alla responsabilità apostolica e alla missione di tutta la Chiesa sotto l’autorità del Papa, successore di S. Pietro.

Chi sono i presbiteri?  I presbiteri sono quei ministri ordinati che, uniti ai vescovi nella dignità sacerdotale, nello stesso tempo dipendono da essi nell’esercizio delle loro funzioni pastorali e sono chiamati a essere i loro saggi collaboratori; riuniti attorno al loro vescovo formano il «presbiterio», che insieme con il vescovo porta la responsabilità della Chiesa particolare. I presbiteri ricevono dal vescovo la responsabilità di una comunità parrocchiale o di una determinata funzione ecclesiale.

Chi sono i diaconi? I diaconi sono ministri ordinati per gli incarichi di servizio della Chiesa; non ricevono il sacerdozio ministeriale, ma l’ordinazione conferisce loro funzioni importanti nel ministero della Parola, del culto divino, del governo pastorale e del servizio della carità, compiti che devono assolvere sotto l’autorità pastorale del loro vescovo.

Come è conferito il sacramento dell’Ordine? Il sacramento dell’Ordine, nei suoi tre gradi, è conferito dal vescovo mediante l’imposizione delle mani seguita da una preghiera consacratoria solenne che chiede a Dio per l’ordinando le grazie dello Spirito Santo richieste per il suo ministero. L’ordinazione imprime un carattere sacramentale indelebile.

Chi può essere ordinato? La Chiesa conferisce il sacramento dell’Ordine soltanto ai battezzati di sesso maschile, le cui attitudini per l’esercizio del ministero sono state debitamente riconosciute.

Qual è il legame fra il sacerdozio e il celibato? nella Chiesa latina il sacramento dell’Ordine per il presbiterato è conferito normalmente solo a candidati disposti ad abbracciare liberamente il celibato, e che manifestano pubblicamente la loro volontà di osservarlo per amore del Regno di Dio e del servizio degli uomini.

UNZIONE DEGLI INFERMI

L’UNZIONE DEGLI INFERMI

Che cosa leggiamo nella Sacra Scrittura a proposito dell’Unzione degli infermi? Dice l’Apostolo S. Giacomo: «Chi è malato, chiami a sé i presbiteri della Chiesa e preghino su di lui, dopo averlo unto con olio nel nome del Signore. E la preghiera fatta con fede salverà il malato: il Signore lo rialzerà e se ha commesso peccati gli saranno perdonati» (Gc 5,14-15).

Qual è lo scopo dell’Unzione degli infermi? Il sacramento dell’Unzione degli infermi ha lo scopo di conferire una grazia speciale al cristiano che sperimenta le difficoltà inerenti allo stato di malattia grave o di vecchiaia.

Qual è il momento opportuno per ricevere questo sacramento? È quello in cui il fedele comincia a trovarsi in pericolo di morte per malattia o vecchiaia.

Quante volte lo si può ricevere? Ogni volta che il cristiano cade gravemente ammalato può ricevere la sacra Unzione, come pure quando, dopo averla già ricevuta, si verifica un aggravarsi della malattia.

Chi può amministrare l’Unzione degli infermi?  Soltanto i sacerdoti (presbiteri e vescovi). Per conferirlo usano olio benedetto dal vescovo o, all’occorrenza, dallo stesso presbitero celebrante.

Qual è il rito essenziale di questo sacramento? L’essenziale della celebrazione consiste nell’unzione sulla fronte e sulle mani del malato, accompagnata dalla preghiera liturgica del sacerdote celebrante che implora la grazia speciale di questo sacramento.

Qual è la grazia speciale dell’Unzione degli infermi? L’Unzione degli infermi ha come effetti: l’unione del malato alla Passione di Cristo, per il bene suo e di tutta la Chiesa; il conforto, la pace e il coraggio per sopportare cristianamente le sofferenze della malattia o della vecchiaia; il perdono dei peccati, se il malato non ha potuto ottenerlo con il sacramento della Penitenza; il recupero della salute, se ciò giova alla salvezza spirituale; la preparazione al passaggio alla vita eterna.

LA PENITENZA

1 – I sacramenti di guarigione

IL SACRAMENTO DELLA PENITENZA

E DELLA RICONCILIAZIONE

Come si può ottenere il perdono dei peccati commessi dopo il Battesimo? Il perdono dei peccati commessi dopo il Battesimo è accordato mediante un sacramento apposito chiamato sacramento della Conversione, della Confessione, della Penitenza o della Riconciliazione.

Quando Gesù ha parlato di questo sacramento? La sera di Pasqua il Signore Gesù si mostrò ai suoi Apostoli e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo: a chi rimetterete i peccati saranno rimessi e a chi non li rimetterete resteranno non rimessi» (Gv 20, 22-23).

Perché il peccato è un male così grande?  Colui che pecca ferisce l’onore di Dio e il suo amore, la propria dignità di uomo chiamato a essere figlio di Dio e la salute spirituale della Chiesa, di cui ogni cristiano deve essere una pietra viva.

C’è qualche male più grande del peccato?  Agli occhi della fede nessun male è più grande del peccato, e niente ha conseguenze peggiori per gli stessi peccatori, per la Chiesa e per il mondo intero.

La conversione a Dio dopo il peccato dipende soltanto dall’uomo? Ritornare alla comunione con Dio dopo averla perduta a causa del peccato è un movimento che nasce dalla grazia di Dio, ricco di misericordia e sollecito della salvezza degli uomini. Dobbiamo chiedere questo dono prezioso per noi e per gli altri.

Che cosa implica il ritorno a Dio? Il cammino di ritorno a Dio, chiamato conversione e pentimento, implica un dolore e una repulsione per i peccati commessi con il fermo proposito di non peccare più in avvenire. La conversione riguarda dunque il passato e il futuro: essa si nutre della speranza nella misericordia divina.

Quali sono gli elementi costitutivi del sacramento della Penitenza?              Il sacramento della Penitenza è costituito dall’insieme dei tre atti compiuti dal penitente e dall’assoluzione del sacerdote. Gli atti del penitente sono: il pentimento, la confessione o manifestazione dei peccati al sacerdote e il proposito di compiere la soddisfazione e le opere di soddisfazione.

Quali devono essere i motivi del pentimento?   Il pentimento (chiamato anche contrizione) deve essere ispirato da motivi dettati dalla fede. Se poi il pentimento nasce dall’amore di carità verso Dio è chiamato «perfetto»; se è fondato su altri motivi è chiamato «imperfetto».

Chi ha commesso un peccato mortale può ottenere subito il perdono?  Chi ha commesso un peccato mortale può ottenere subito il perdono con un atto di contrizione perfetta unito alla ferma risoluzione di ricorrere, appena possibile, alla Confessione sacramentale. Non può però accostarsi all’Eucaristia prima di essersi confessato.

Quali peccati bisogna confessare? Colui che vuole ottenere la riconciliazione con Dio e con la Chiesa deve confessare al sacerdote tutti i peccati gravi che ancora non ha confessato e di cui si ricorda dopo aver accuratamente esaminato la propria coscienza. Anche la confessione delle colpe veniali, sebbene non sia necessaria, è tuttavia vivamente raccomandata dalla Chiesa.

Perché è necessaria la soddisfazione?  Il sacerdote propone al penitente il compimento di certi atti di soddisfazione e di penitenza al fine di riparare il danno causato dal peccato e ristabilire gli atteggiamenti consoni al discepolo di Cristo.

Qualsiasi sacerdote può assolvere? Salvo casi eccezionali, solo il sacerdote che ha ricevuto dalla Chiesa la facoltà (o giurisdizione) può assolvere validamente.

Quali sono gli effetti spirituali del sacramento della penitenza? Sono molti: la riconciliazione con Dio mediante la quale il penitente ricupera la grazia; la riconciliazione con la Chiesa; la remissione della pena eterna causata dai peccati mortali; la remissione, almeno in parte, delle pene temporali, conseguenze del peccato; la pace e la serenità della coscienza e la consolazione spirituale; l’accrescimento delle forze spirituali per il combattimento cristiano.

Si può ottenere il perdono dei peccati gravi facendo a meno della confessione?  No: la confessione individuale e completa dei peccati gravi seguita dall’assoluzione rimane l’unico mezzo ordinario per la riconciliazione con Dio e con la Chiesa.

Che cosa è l’indulgenza?  L’indulgenza è la remissione dinanzi a Dio della pena temporale per i peccati, già perdonati quanto alla colpa, remissione che il fedele, debitamente disposto e a determinate condizioni, acquista per intervento della Chiesa la quale, come ministra della Redenzione, autoritativamente dispensa e applica il tesoro delle soddisfazioni di Cristo e dei Santi. L’indulgenza è parziale o plenaria secondo che libera in parte o in tutto dalla pena temporale dovuta per i peccati. Le indulgenze possono essere applicate anche ai defunti.