cap.I.

gloria alla trinitàINTRODUZIONE ALLA BIBBIA

1. Che cos’è la Bibbia

Come crescere nella fede? Come nutrire la fede? Come crescere nella partecipazione alla liturgia della Chiesa entrando nel cuore del Mistero della salvezza che in essa ci raggiunge? Come approfittare bene di un «Anno della Fede»? Bisogna metter giù bene le radici, affondare nel terreno sino a trovare le sorgenti d’acqua che ci permettono una vita sempre rinnovata e fresca. Per questi ed altri motivi ci pare un’urgenza dei nostri tempi nella Chiesa, quella di crescere nella familiarità con le Scritture fino a trovare in esse la Via e la Verità e la Vita, Gesù stesso e perciò le sorgenti della vita.
Le Scritture ci spalancheranno i tesori, ci permetteranno di scrutare lo scrigno della Chiesa, della sua liturgia, della sua fede, più e infinitamente oltre il semplice Catechismo.
Con paziente tenacia, noi cristiani ci disponiamo a scrutare le Scritture nel tesoro che chiamiamo Bibbia, perché vi è racchiusa una Parola che fa vivere e dona senso al vivere e al morire e fa conoscere Dio che è poi la vita eterna.
A partire da questo mese di ottobre, significativo perché segnato da tanti eventi, don Primo Gironi, presbitero della Società San Paolo, biblista scrittore, diremmo, un mistagogo che, avendo una buona esperienza pastorale, sa parlare in maniera semplice e profonda, ogni mese ci proporrà un capitolo d’introduzione alla Bibbia.
A lui la Redazione è immensamente grata. Sarà un bel percorso: dalla conoscenza esteriore del Libro sino all’ascolto per vivere e per credere.

Una piccola biblioteca

Pur presentandosi come un unico e compatto volume, la Bibbia si può definire come una piccola «biblioteca». Il termine stesso, nella sua origine greca, designa infatti un insieme di libri (ta biblìa, «i libri»). In questo unico volume confluiscono ben 73 libri, che la tradizione da sempre suddivide in due ampie parti, conosciute come Antico Testamento e Nuovo Testamento.
I libri che compongono l’Antico Testamento (oggi chiamato anche Prima alleanza o Primo Testamento) sono 46 e contengono le vicende del popolo di Israele, dei suoi personaggi, dei suoi luoghi, della sua storia e della sua fede.
È a questo popolo e alla sua storia, infatti, che Dio ha voluto affidare quella che comunemente viene chiamata «storia della salvezza», nella quale è racchiusa la rivelazione di Dio, che culminerà definitivamente nella persona di Gesù.
Alla persona di Gesù e alla sua predicazione è dedicata la seconda parte della Bibbia, il Nuovo Testamento, che si compone di 27 libri.
Il termine «testamento» deriva dal latino testamentum. Esso traduce il greco diathèke, che significa «alleanza», termine che evoca uno dei temi Centrali della Bibbia: l’alleanza tra Dio e l’uomo, che la lingua ebraica rende con berit. È nelle lettere di san Paolo che troviamo i termini «antica alleanza» (palaià diathèke, 2 Cor 3,14) e «nuova alleanza» (kainè diathèke, 2 Cor 3,6) per designare l’alleanza stretta da Dio con il suo popolo e l’alleanza stretta definitivamente in Gesù (cf Lc 22,20; 1 Cor 11,25; Eb 9,15).

I libri dell’Antico Testamento

Tre sono le grandi «raccolte» di libri che compongono questa prima parte della Bibbia:
• i libri storici,
• i libri profetici,
• i libri sapienziali.

I libri storici contengono la narrazione della storia del popolo di Israele, collocata nel contesto sociale religioso e culturale dei popoli dell’antico Vicino Oriente. È però una storia interpretata alla luce della fede e degli interventi salvifici di Dio.

Ecco i singoli libri in successione:
– Giosuè
– Giudici
– Rut
– Primo e Secondo libro di Samuele
– Primo e Secondo libro dei Re
– Primo e Secondo libro delle Cronache
– Esdra
– Neemia
– Tobia Giuditta
– Ester
– Primo e Secondo libro dei Maccabei.

I libri profetici tramandano la predicazione dei profeti, cioè di quei personaggi carismatici che annunciano la Parola di Dio esortando i destinatari della loro predicazione all’ascolto, alla conversione e alla fedeltà a questa Parola. I profeti, in base all’ampiezza della loro predicazione, sono suddivisi in maggiori e minori.

  • Profeti maggiori sono:
    – Isaia
    – Geremia (con l’aggiunta dei due fascicoli delle Lamentazioni e di Baruc)
    – Ezechiele
    – Daniele.
  • Profeti minori sono i seguenti dodici:
    – Osea – Giona
    – Sofonia
    – Gioele
    – Michea
    – Aggeo
    – Amos
    – Naum
    – Zaccaria
    – Abdia
    – Abacuc
    – Malachia.
  • I libri sapienziali si collocano nel contesto della tradizione «educativa» dell’antico mondo orientale (famiglia, corte, lavoro, preghiera, rapporti sociali, condizione dell’uomo e della donna), ma il loro contenuto si ispira alla presenza e alla provvidenza di Dio nella storia del mondo e nell’esistenza dell’uomo.
    Di questi libri fanno parte:
    – Giobbe
    – Salmi
    – Proverbi
    – Qoèlet (o Ecclesiaste)
    – Cantico dei cantici
    – Sapienza
    – Siracide (o Ecclesiastico).

Nella cornice di questa triplice suddivisione dei libri biblici merita una trattazione particolare l’insieme dei primi cinque libri con cui si apre la Bibbia. Gli ebrei li chiamano Toràh cioè «Legge» (o «Insegnamento»), mentre nelle nostre Bibbie vengono chiamati con il nome di Pentateuco, termine greco che significa «cinque» (pente) «astucci» o «rotoli» (téuchos).
Sono libri, questi, che occupano un posto di rilievo nella Bibbia ebraica, perché il loro contenuto regola ogni ambito della vita del popolo di Israele (legislazione, amministrazione della giustizia, istituzioni, proprietà, salute, malattia) e determina ciò che è normativo per il culto, la fede e la preghiera del credente israelita.

  • I cinque libri che compongono il Pentateuco sono:
    – Genesi
    – Esodo
    – Levitico
    – Numeri
    – Deuteronomio.
    Questi titoli derivano dalla traduzione greca della Bibbia, che condensava in essi il contenuto di ogni singolo libro:
    – le origini («Genesi», dal greco ghènesis);
    – l’uscita dall’Egitto o esodo («Esodo», dal greco èxodos);
    – il sacerdozio levitico e il culto («Levitico», dal greco leuìtikon);
    – la rassegna/numerazione delle tribù di Israele («Numeri», dal greco àrithmoi);
    – la «seconda legge» («Deuteronomio», dal greco dèuteros, «seconda», e nòmos, «legge»).

Gli Ebrei, invece, chiamano questi libri con le parole iniziali di ciascuno di essi:
– Bereshìt («In principio» Genesi);
– Shemàt («I nomi», Esodo);
– Wayyiqrò («Egli chiamò», Levitico);
– Bemidbàr («Nel deserto», Numeri);
– Debarìm («Le parole», Deuteronomio).

La Bibbia ebraica, inoltre, suole raggruppare i libri dell’Antico Testamento nel numero di 22 (oppure 24), quante sono le lettere dell’alfabeto della lingua ebraica che, per gli Ebrei, è la sola lingua degna dell’ispirazione divina.
La tradizione religiosa di Israele ama sintetizzare la raccolta dei libri che compongono l’Antico Testamento nella sigla acronima TaNaK, le cui tre consonanti evidenziate – T, N, K – indicano in successione:
– Toròh: i libri della Legge o Pentateuco;
– Nebiìm: i libri profetici (da nabì, «profeta») e i libri storici (chiamati «profeti anteriori»);
– Ketubìm: i libri sapienziali (chiamati «gli scritti», come significa questo termine ebraico).

L’arco di tempo racchiuso nei libri dell’Antico Testamento si estende dal 2000 a.C. circa fino alle soglie del Nuovo Testamento (all’anno 50 a.C. circa, epoca della fissazione nello scritto del libro della Sapienza).

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Autore: Bonassi Orazio

Nato a Rezzato in Provincia di Brescia il 27.maggio 1941 Cittadino Tedesco e appartenente al Clero della arcidiocesi di Monaco di Baviera. Ordinato Sacerdote a Brescia il 25 giugno 1966. Residente a Kammlach.