27 maggio 2016

Cantate una cantico di lode, poichè il Signore ha fatto meraviglie.

12193753_1486696431636714_730849097432500923_nMi ha chiamato la Sacerdozio e nonostante tutte le mie mancanze mi ha sempre accompagnato nel mio ministero pastorale. Sono trascorsi in un attimo questi anni e sono molte felice di questa mia vocazione. Nel giorno del 25.mo del mio sacerdozio  il Pfarrer Herbert Jung, mio amico, nella sua predica mi disse: “Noi sacerdoti facciamo carriera alla rovescia“. Parlò quindi della Kenosis, dell’andare a scegliere l’ultimo posto, per essere al servizio degli altri. Questo ho sempre tentato di fare e non mi posso lamentare. Il Signore non mi ha mai lasciato solo e tanto meno la Vergina Maria che devotamente onoro nell’immagine della Madonna di Valverde a Rezzato.

Fatemi un solo regalo: pregate per me e ringraziate con me il Signore.

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Festa della Trinità

Festa della Trinità 2016, Anno C

Oggi celebriamo la festa della Trinità. La luce della Pasqua e della Pentecoste rinnovano in noi la gioia e la meraviglia della fede: riconosciamo di avere un Dio concreto il cui nome è Amore, il Dio che sta con noi.

  • Non è un puro sentimentalismo, ma il vero

  • amore di un Padre che sta all’inizio di ogni vita,

  • l’amore del Figlio che sulla croce ci ha redento ed è risorto,

  • l’amore dello Spirito Santo, che rinnova l’uomo e la faccia della terra.

Pensare che Dio ci vuol bene è un grande dono che ci rende felici, specialmente esperimentando che Gesù cammina con noi sulla via della vita.

Il volto del Signore non è qualcosa dettatoci dall’alto di una cattedra, ma è il camminare con noi di Gesù l’Emmanuele (=il Dio con noi). In questo cammino abbiamo la mamma del cielo, Maria, che ci sta vicina e ci accompagna con il suo amore materno. Preghiamola sovente con una giaculatoria (=piccola freccia di amore, oggi si direbbe Twitter).

Vi è un segno meraviglioso che ogni cristiano dovrebbe compiere spesso: il segno della croce. Al riguardo vi riporto in traduzione italiana libera e adattata di Romano Guardini, filosofo e teologo tedesco, di origini veronesi:

Il Segno della croce di Romano Guardini:

Tu fai il segno della croce, fallo come si deve! Non uno scacciamosche di cui non si sa che significato debba avere. No, fai un segno di croce come si conviene, adagio, ampio che va dalla fronte al petto e da una spalla all’altra. Tu allora esperimenti in te come una consacrazione. Perché? E’ il segno della liberazione. Sulla CROCE il nostro Signore ha redento ogni uomo fin nel suo intimo. Per questo ci raccogliamo prima di ogni preghiera e nella tentazione chiediamo il suo aiuto, nel pericolo che ci protegga. Pensaci ogni qualvolta ti segni: è il più grande segno che ci sia. Fallo dunque bene e convinto e adagio. Questo gesto ti abbraccia completamente nel corpo e nell’anima, nei tuoi pensieri, nella tua volontà, nel tuo essere ed è una delle preghiere più belle, anche se semplice e di breve durata. Suggeriscila ai tuoi figli per il mattino come ringraziamento, prima di prendere il cibo, per partecipare a quelli che non lo hanno, alla sera come ringraziamento della giornata.

Saluti don Orazio

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pensieri importanti

Domande rivoltemi all’inizio del mio servizio da parroco a Monaco di Baviera nella Parrocchia di Santa Croce

Che mi aspetto dalla chiesa?

Con il Card. Carlo Maria Martini rispondo: Che parli la lingua del cuore e della misericordia e che la sua lingua sia biblica, cioè che si capisca e sia esistenziale

In quale momento mi sento particolarmente felice: Nella Celebrazione Eucaristica, quando celebro con amici

Detti che mi hanno sempre orientato: Mi richiamo a queste saggezze:
Augustinus: In necessariis unitas, in coeteris libertas, in omnibus caritas (Nella necessità uniti, nel resto liberi, in tutto in armoniosa carità)
Hieronymus: Ignoratio enim Scripturarum ignoratio Christi est (Chi ignora la sacra Scrittura non conosce Gesù)
S. Giovanni XXIII.: Semplificare le cose complicate e non complicare le cose semplici.
Paulo VI.: Felicissimus in Domino
Frederico Mayer Zaragoza (Direttore dell‘ UNESCO): Fare meno, per fare meglio
John Major: Preferisco il dialogo seduto davanti al camino.

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