Festa della Trinità

Festa della Trinità 2016, Anno C

Oggi celebriamo la festa della Trinità. La luce della Pasqua e della Pentecoste rinnovano in noi la gioia e la meraviglia della fede: riconosciamo di avere un Dio concreto il cui nome è Amore, il Dio che sta con noi.

  • Non è un puro sentimentalismo, ma il vero

  • amore di un Padre che sta all’inizio di ogni vita,

  • l’amore del Figlio che sulla croce ci ha redento ed è risorto,

  • l’amore dello Spirito Santo, che rinnova l’uomo e la faccia della terra.

Pensare che Dio ci vuol bene è un grande dono che ci rende felici, specialmente esperimentando che Gesù cammina con noi sulla via della vita.

Il volto del Signore non è qualcosa dettatoci dall’alto di una cattedra, ma è il camminare con noi di Gesù l’Emmanuele (=il Dio con noi). In questo cammino abbiamo la mamma del cielo, Maria, che ci sta vicina e ci accompagna con il suo amore materno. Preghiamola sovente con una giaculatoria (=piccola freccia di amore, oggi si direbbe Twitter).

Vi è un segno meraviglioso che ogni cristiano dovrebbe compiere spesso: il segno della croce. Al riguardo vi riporto in traduzione italiana libera e adattata di Romano Guardini, filosofo e teologo tedesco, di origini veronesi:

Il Segno della croce di Romano Guardini:

Tu fai il segno della croce, fallo come si deve! Non uno scacciamosche di cui non si sa che significato debba avere. No, fai un segno di croce come si conviene, adagio, ampio che va dalla fronte al petto e da una spalla all’altra. Tu allora esperimenti in te come una consacrazione. Perché? E’ il segno della liberazione. Sulla CROCE il nostro Signore ha redento ogni uomo fin nel suo intimo. Per questo ci raccogliamo prima di ogni preghiera e nella tentazione chiediamo il suo aiuto, nel pericolo che ci protegga. Pensaci ogni qualvolta ti segni: è il più grande segno che ci sia. Fallo dunque bene e convinto e adagio. Questo gesto ti abbraccia completamente nel corpo e nell’anima, nei tuoi pensieri, nella tua volontà, nel tuo essere ed è una delle preghiere più belle, anche se semplice e di breve durata. Suggeriscila ai tuoi figli per il mattino come ringraziamento, prima di prendere il cibo, per partecipare a quelli che non lo hanno, alla sera come ringraziamento della giornata.

Saluti don Orazio

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pensieri importanti

Domande rivoltemi all’inizio del mio servizio da parroco a Monaco di Baviera nella Parrocchia di Santa Croce

Che mi aspetto dalla chiesa?

Con il Card. Carlo Maria Martini rispondo: Che parli la lingua del cuore e della misericordia e che la sua lingua sia biblica, cioè che si capisca e sia esistenziale

In quale momento mi sento particolarmente felice: Nella Celebrazione Eucaristica, quando celebro con amici

Detti che mi hanno sempre orientato: Mi richiamo a queste saggezze:
Augustinus: In necessariis unitas, in coeteris libertas, in omnibus caritas (Nella necessità uniti, nel resto liberi, in tutto in armoniosa carità)
Hieronymus: Ignoratio enim Scripturarum ignoratio Christi est (Chi ignora la sacra Scrittura non conosce Gesù)
S. Giovanni XXIII.: Semplificare le cose complicate e non complicare le cose semplici.
Paulo VI.: Felicissimus in Domino
Frederico Mayer Zaragoza (Direttore dell‘ UNESCO): Fare meno, per fare meglio
John Major: Preferisco il dialogo seduto davanti al camino.

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Festeggiamo il 50mo di ordinazione

Raduno a Piacenza 2.4.2013

Cari amici del 50mo di ordinazione sacerdotale,

a tutti un caro saluto e un ringraziamento per la fedeltà, dono che Dio ci ha fatto. In questo spazio intendo fare delle riflessioni nel corso di quest’anno su questo tema, con vari articoli rielaborati da riviste specializzate e che hanno l’intento di aiutarci ad un approfondimento di grazia, di perdono e di apertura verso le persone che abbiamo incontrato sulla nostra vita di uomini peccatori, da qui la necessità di essere umili, ma anche forti della misericordia di Gesù che ci ha scelti a portare per le periferie del mondo la buona novella, che altro non è che Gesù stesso.

Scusate l’italiano barcollante, anche perchè da quasi 40 anni parlo prevalentemente il tedesco nella parrocchia in cui da pensionato presto gioiosamente il mio servizio.

 

 

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